Scrittura creativa: mostruosa o fruttuosa?

Il mostro della scrittura creativa

In passato mi è capitato, più di una volta, di sentirmi dire che “la troppa creatività è un difetto”.

Lo ammetto, è stato come ricevere uno schiaffo in pieno volto. Un po’ come quando hai 11/12 anni e i tuoi amichetti di scuola ti dicono “non puoi ancora credere a Babbo Natale, non sei più una mocciosa”.

Da quando ho cominciato a lavorare come copywriter freelance, invece, tutti i fiumi di parole che i miei detrattori (o presunti tali) mi avevano fatto scorrere addosso, sono evaporati.

La scrittura creativa è, in assoluto, la mia miglior alleata.

In realtà, creatività e copywriting vanno a braccetto.

Ho capito che la creatività, applicata ad una solida struttura e ad un’attenta attenzione al cliente, è il vero tratto distintivo di chi ha deciso di intraprendere questa carriera.

Effettivamente, scrivere deve necessariamente essere una passione: non è facile ritrovarsi davanti ad un foglio bianco ed essere sempre originali a comando.

Sicuramente questo è lo scoglio più difficile da affrontare, ma qualora si sia in possesso di una forte carica di creatività, tutto diventa estremamente più semplice.

L’ingrediente segreto dei creativi

Il creativo applica la propria visione del mondo anche nella scrittura di passaggi apparentemente semplici, come la descrizione di un’azienda o un decalogo di servizi specifici.

Ciò non significa riflettere argomenti seri in un apparato favolistico ed immaginifico, ma piuttosto riuscire a dare quel tocco in più in grado di distinguere l’operato di un privato o di un’attività commerciale dal resto della concorrenza.

Metafore, ossimori, allusioni cinematografiche o letterarie e tanto altro ancora: affondare le mani (e la mente) in argomenti alla portata di tutti permette di abbattere il “muro formale” che solitamente si ritrova in alcuni siti web.

Non dimenticare mai la strategia

Per quanto la creatività sia fondamentale per svolgere bene questo ruolo (e, parlando da creativa nata, lo sostengo con fermazza), è bene non farsi prendere da facili entusiasmi, e seguire sempre uno schema mentale strategico e il più strutturato possibile.

Largo quindi a mappe mentali, scalette funzionali e scelta del miglior tone-of-voice da utilizzare per singolo cliente: organizzazione e fantasia saranno i tuoi migliori alleati.

Se sei d’accordo con me, lasciami un commento per raccontarmi la tua esperienza!

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Roberta Bonori - copyrighter freelance

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